Il viso è una delle parti più espressive e identitarie del nostro corpo: è ciò che mostriamo per primo e, proprio per questo, è anche la zona in cui i segni del tempo diventano più evidenti e difficili da mascherare.
Con il passare degli anni, la naturale riduzione di collagene ed elastina, unita alla forza di gravità e ai fattori ambientali, porta a una progressiva perdita di tono dei tessuti: la pelle, il grasso e le fasce muscolari del volto tendono a “scendere”, modificando l’ovale del viso e accentuando rughe e solchi, in particolare nella zona centrale, quella di zigomi, guance e regione sotto agli occhi.
Quando i trattamenti di medicina estetica meno invasivi, come il peeling Brightskin o il filler con acido ialuronico, non sono più sufficienti a contrastare questo rilassamento, la chirurgia estetica mette a disposizione una soluzione mirata ed efficace: il lifting medio-facciale.
Si tratta dell’intervento pensato specificamente per riposizionare e sollevare i tessuti del terzo medio del volto, restituendo al viso un aspetto più fresco, tonico e giovanile, senza però alterarne i tratti e l’espressività.
Affrontiamo il lifting medio-facciale in modo completo e dettagliato con l’obiettivo di offrire tutte le informazioni utili per arrivare alla consulenza dal chirurgo estetico con un quadro chiaro e poter scegliere con consapevolezza.
Che cos’è il lifting medio-facciale
La parola “lifting” deriva dal verbo inglese to lift, che significa “sollevare, alzare”. In ambito di chirurgia plastica indica un intervento che mira a sollevare e tendere la cute per ringiovanirla, eliminando o attenuando le rughe e ridefinendo l’ovale del volto quando risulta troppo rilassato a causa dell’età. Il termine tecnico italiano corrispondente è ritidectomia.
Esistono tre tipologie di lifting del viso, distinte in base alla zona su cui si interviene e che possono anche essere eseguite in contemporanea.
- Il lifting della parte superiore del viso interessa fronte, sopracciglia e regione temporale;
- il lifting del terzo medio, detto appunto lifting medio-facciale, riguarda la zona degli zigomi, delle guance e dell’area attorno agli occhi;
- il lifting del terzo inferiore, infine, riguarda la parte bassa del viso e il collo.
Il lifting medio-facciale, nello specifico, ha l’obiettivo di riposizionare le fasce muscolari, la cute e il grasso della parte mediana del volto per ottenere un aspetto più giovane, senza modificare in modo eccessivo i tratti somatici.
È l’intervento indicato per correggere gli effetti del rilassamento e dell’atrofia della cute e dei tessuti sottostanti proprio in quest’area, particolarmente soggetta ai segni dell’invecchiamento.
Per quali inestetismi è indicato il lifting facciale
Il lifting del terzo medio è la risposta chirurgica ai segni dell’età che derivano dalla discesa della pelle, del grasso e delle fasce muscolari nella parte centrale del viso.
In genere ci si rivolge a questo intervento in presenza di un appiattimento delle regioni zigomatiche, che perdono la loro naturale rotondità, e dei tipici solchi che segnano questa parte del volto: i solchi naso-jugali, gli infossamenti che dall’angolo interno degli occhi scendono obliquamente verso i lati del naso; i solchi naso-labiali, le rughe che dai lati del naso scendono verso gli angoli della bocca; e i solchi labio-jugali, le cosiddette “marionette”, che scendono dagli angoli della bocca verso i lati del mento conferendo al volto un’espressione stanca o imbronciata.
A questi si aggiunge spesso l’alterazione dei margini mandibolari, causata dalla discesa della guancia e della cute.
Questi inestetismi sono il risultato di un processo naturale, ma la loro comparsa e la loro accentuazione possono dipendere da diversi fattori, tra cui l’invecchiamento cutaneo, la forza di gravità, un’eccessiva esposizione al sole o l’uso frequente di lampade abbronzanti, l’affaticamento, alcune abitudini di vita scorrette o una predisposizione familiare all’invecchiamento precoce.
Come funziona e come si svolge l’intervento di lifting al viso
Dal punto di vista operatorio, l’intervento prevede in genere la pratica di incisioni cutanee sotto le ciglia delle palpebre inferiori, prolungate fino al margine dell’orbita.
Attraverso queste incisioni, i tessuti molli della zona centrale del viso vengono sollevati insieme al periostio e ancorati al margine inferiore dell’orbita; la ferita viene poi accuratamente suturata. La procedura, tuttavia, non è mai standardizzata: viene sempre modulata in base alle caratteristiche e alle esigenze del singolo paziente.
L’intervento può essere eseguito in regime di ricovero ordinario oppure di ricovero diurno. Se eseguito isolatamente, ha una durata indicativa di 2-3 ore; i tempi possono aumentare quando il lifting medio-facciale viene associato ad altri trattamenti. In ogni caso, i tempi chirurgici variano da persona a persona.
L’abbinamento con altri interventi
Uno degli aspetti più interessanti del lifting medio-facciale è la possibilità di eseguirlo in combinazione con altri interventi del volto, così da affrontare in un’unica sessione più segni dell’invecchiamento.
Può infatti essere associato a un lifting delle altre regioni del viso (frontale, temporale o del collo), alla blefaroplastica (la chirurgia estetica delle palpebre), alla rinoplastica (la correzione estetica del naso).
In particolare, il lifting medio-facciale viene molto spesso abbinato alla blefaroplastica inferiore: i due interventi possono infatti essere eseguiti attraverso le stesse incisioni, evitando così cicatrici cutanee aggiuntive.
Decorso post-operatorio, cura e tempi di guarigione del peeling facciale
Il periodo successivo all’intervento richiede attenzione e cura, ma si tratta in genere di un percorso graduale e ben gestibile seguendo le indicazioni del chirurgo.
I punti di sutura vengono rimossi in genere dopo 3-4 giorni. L’edema (gonfiore) post-operatorio tende ad attenuarsi nell’arco di 7-10 giorni, per riassorbirsi completamente in alcune settimane.
Nella zona sotto gli occhi, e talvolta anche sulle guance, possono comparire ecchimosi piuttosto evidenti, che di norma scompaiono entro una decina di giorni.
Per quanto riguarda l’igiene, i capelli possono essere lavati anche prima della rimozione dei punti, utilizzando detergenti disinfettanti; il volto va invece deterso con delicatezza, evitando di traumatizzare le linee di sutura.
Il trucco può essere ripreso in genere dopo circa due settimane. Nelle prime settimane è consigliabile evitare indumenti a collo stretto, mentre il fumo va assolutamente evitato per almeno le tre settimane successive all’intervento.
Nella prima settimana è importante evitare di abbassare il capo e di compiere sforzi fisici o manovre di spinta intensa. A partire dalla seconda settimana, le normali attività quotidiane possono essere gradualmente riprese, mentre restano sconsigliati, per un periodo più lungo, gli sport e gli esercizi fisici impegnativi.
In assenza di complicazioni, il ritorno a una vita pienamente normale avviene di norma nell’arco di 2-3 settimane. Qualora si desideri accelerare il riassorbimento di gonfiore ed ecchimosi con trattamenti specifici (come il linfodrenaggio o la laserterapia), è bene concordarli prima con il chirurgo.
Un’attenzione particolare va riservata all’esposizione solare: per almeno tre mesi è necessario evitare saune e lampade abbronzanti e ridurre al minimo l’esposizione al sole, applicando sempre creme ad alta protezione. Le radiazioni ultraviolette, infatti, possono irritare le cicatrici e pregiudicare il risultato estetico finale.
Controindicazioni del lifting al viso
Il lifting medio-facciale non è indicato in tutte le condizioni. In particolare, l’intervento è controindicato per chi assume anticoagulanti orali e non può essere eseguito in stato di gravidanza: in caso di dubbio è quindi necessario effettuare gli accertamenti opportuni.
È inoltre preferibile, anche se non sempre obbligatorio, evitare di sottoporsi all’intervento in coincidenza con il ciclo mestruale. La valutazione della piena idoneità del paziente e della compatibilità con eventuali terapie in corso spetta sempre al chirurgo, in fase di consulenza.
Quali risultati attendersi dopo il lifting medio-facciale
Grazie al sollevamento e al riposizionamento dei tessuti della parte media del volto, il lifting medio-facciale corregge gli inestetismi dovuti al rilassamento e conferisce al viso un aspetto più fresco, giovane e tonico.
L’intervento armonizza anche i rapporti volumetrici della regione zigomatica e delle guance, per un risultato complessivamente equilibrato e naturale.
L’esito dipende da numerosi fattori, oltre che dall’esperienza del chirurgo: le condizioni fisiche del viso, la quantità di grasso presente, l’età biologica della cute, l’entità e la qualità delle rughe, la struttura ossea sottostante e le influenze ormonali.
Anche la durata del risultato è soggettiva e varia in base a queste caratteristiche individuali e allo stile di vita.
È importante avere aspettative realistiche: i risultati del lifting sono duraturi ma non eterni. Il viso continua infatti a essere esposto alle stesse cause meccaniche e fisiologiche che ne avevano modificato l’aspetto, quindi con il tempo è fisiologico che la pelle si rilassi nuovamente e che, a distanza di alcuni anni, possa rendersi opportuno un ritocco.
Va però sottolineato che, anche senza interventi successivi, l’aspetto del volto resterà comunque migliore rispetto a quello che avrebbe avuto senza il lifting. In altre parole, il lifting medio-facciale rallenta gli effetti dell’invecchiamento, senza naturalmente poterli arrestare del tutto, mantenendo un viso più giovane rispetto all’età.
Costi del lifting medio-facciale e dove eseguirlo a Venezia
Il costo di un lifting medio-facciale non è standard, ma varia in funzione di diversi elementi: l’estensione dell’intervento, l’eventuale abbinamento ad altri trattamenti e le caratteristiche specifiche del paziente.
Proprio per questo il prezzo viene sempre definito dopo una valutazione personalizzata. L’aspetto più importante, in ogni caso, è affidarsi a mani esperte e a una struttura qualificata.
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